Perché gli adolescenti scelgono condotte a rischio pur sapendo quali siano le conseguenze di tali azioni? E non ci sono rimproveri, accomandazioni e argomenti degli adulti, che tengano. Secondo alcuni studiosi (Crone, E.; Dahl, R.) d attivare tali comportamenti nei ragazzi sarebbero i cambiamenti dei livelli degli ormoni gonadici che determinerebbero due effetti combinati: la ricerca dell'eccitazione data da esperienze nuove e forti, cui si somma il piacere dell'ammirazione dei coetanei.
Il corso di formazione nasce con lo scopo di formare esperti nella relazione d’aiuto che, attraverso l’acquisizione di uno specifico modello di riferimento teorico-applicativo, basato sui principi della Psicologia Umanistica e di quella Fenomenologico-Esistenziale, siano in grado di agire efficacemente in diversi ambiti di intervento da quello privato, a quello sociale, scolastico, sanitario e aziendale.
"Gruppo d'Incontro":"Come riprendere nelle mani la nostra vita e vivere più pienamente".
GRUPPO d' INCONTRO
"Come riprendere nelle nostre mani la nostra vita e vivere più pienamente"
"WORKSHOP"
Sabato 2 luglio ore 15-19
Il Gruppo d’Incontro aiuta a
-conoscere se stessi
-sviluppare parti di sé rimaste
inespresse
-scoprire il modo in cui ci relazioniamo
con gli altri e a sviluppare la nostra capacità di creare rapporti
interpersonali
-sperimentare nuove modalità di
comportamento
-sciogliere nodi e situazioni
problematiche della nostra esistenza
Il Gruppo d’Incontro è utile per chiunque voglia
fare cambiamenti nella propria vita e per quanti sono professionalmente
impegnati in ambito sanitario ed educativo.
(Il percorso
proposto deriva dagli approcci psicoterapeutici sviluppati all’interno della
psicologia umanistica-esistenziale e dai risultati della ricerca nell’ambito
delle neuroscienze e della psicologia cognitiva)
AI PARTECIPANTI VERRA’ RILASCIATO UN ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE
*M.Felice Pacitto, psicologae psicoterapeuta, è
stata allieva e collaboratrice di Rollo May e Ronald Laing. E’ stata tra i
primi a sviluppare, in Italia, il metodo dei Gruppi d’Incontro, di cui ha dato
una formulazione teorica e metodologica nel testo “Dal Sentire all’Essere”, Ed.
Magi
Per informazioni e per la prenotazione (obbligatoria)
telefonare al “Centro di Psicologia
Umanistica” via Molise,4-Cassino tel/fax:0776/25993(ore 16-19, mercoledì);
cell3382481768; www:humanistic-psyc.it; mariafelicepacitto/blogspot;scuola di
counsellingpsicologico.blogspot.com.
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Neurophilosophy children: neuroscienze e filosofia insegnata ai ragazzi dai 10 ai 13 anni. Un orientamento ed una formula creata da Maria Felice Pacitto
Si è svolto a Cassino il primo seminario di neuroscienze e filosofia rivolto a ragazzi dai 10 ai 13 anni, supportato dalla proiezione di Inside Out.
Si tratta non di un semplice cartoon (non a caso il consulente scientifico è Paul Ekman, lo studioso delle emozioni di base, universali e non apprese) ma di un film che cerca di spiegare il funzionamento della mente e che necessita soprattutto per i minori di una adeguata spiegazione. Il merito degli sceneggiatori è stato quello di aver saputo tradurre in una forma narrativa accattivante contenuti scientifici complessi. La dott.ssa Pacitto si è soffermata appunto, prima delle proiezione, su una preliminare spiegazione di anatomia e fisiologia cerebrale e sui meccanismi psichici correlati. Il film è stato commentato passo passo dalla dott.ssa Pacitto la quale si è
soffermata, anche, sulla funzione sociale, cooperativa e morale delle emozioni.
La dott.ssa Ricciuti (psicoanalista
infantile) ha colto invece gli aspetti del film relativi alla psicologia
dell’età evolutiva, soffermandosi sulla fase della preadolescenza e sulla
tempesta psico- emotiva che i ragazzi di questa età devono affrontare. Un
evento, dunque, che è stato un ‘occasione di educazione alle emozioni e alla
affettività, seguito con interesse e partecipazione dagli allievi.
Tra Neuroeconomy (Michela Balconi), ibernazione e spedizione su marte (Matteo Cerri), potenziamento cognitivo (Lavazza) e Alzheimer (Alberto Oliverio): questi i temi del convegno di Neuroetica e filosofia delle neuroscienze tenutosi a Cassino il 16 aprile scorso.
Tra Neuroeconomy, ibernazione e
spedizione su Marte, potenziamento cognitivo, coscienza e Alzheimer.
Grande successo del secondo
convegno di neuroetica e filosofia delle neuroscienze, organizzato a-dall’omonima società Sine,presieduto
dalla dottoressa Maria Felice Pacitto
(membro Sine) il convegno che ha visto all’opera ricercatori di pregio in tale
ambito, ha portato in provincia tematiche di estrema importanza e risultati più
recenti della ricerca scientifica. Ma particolare è stato il taglio “pratico”,
cioè collegato alla quotidianità,ch e alcuni relatori hanno dato al loro intervento. Il professor Alberto Oliverio, neurobiologo
di fama internazionale, ha sviluppato una esaustiva spiegazione dei meccanismi della memoria, delle
sue varie forme e di come essa sia
fondamentale per la nostra identità .In particolare la memoria autobiografica, (forma
di memoria esplicita e più tarda a formarsi),è quella che viene ad essere
compromessa nell’Alzheimer, malattia degenerativa significativamente diffusa e
che è diventata un po’ lo spauracchio di tutti quelli che hanno una piccola
defaillance della memoria. Una malattia sulla quale si fanno molte ipotesi ma
nessuna accertata. Il professore, che ha arricchito la sua esposizione con
dettagli letterari ( da Proust al
romanzo scientifico scritto dal famoso paziente di Lurjia) si è soffermato su
una serie di indicazioni utili per chi è a contatto con un paziente o un
familiare che ha sviluppato l’Alzheimer.
Spesso questi si scompensa emotivamente
perché non è più padrone della sua memoria, non riesce ad esprimersi , non si
sente capito e va in ansia. Aiutarlo a ricordare e a mantenere l’identità
fornendogli “pezzi “di ricordi è molto
importante. Ma il professore ha voluto anche rassicurare: piccole defaillance
di memoria sono fisiologiche e anche necessarie in quanto permettono la
formazione di nuove memorie (tipico il dimenticare i cognomi dopo i
cinquant’anni, il che non ha alcun significato patologico). Possiamo con la
vita attiva e l’allenamento mentale preservare la nostra riserva cognitiva e
contare anche sulla p0lasticità cerebrale. Il nostro cervello è plastico: con il tempo noi perdiamo neuroni ma le
esperienze e le opportunità di apprendimento, che la vita ci offre, portano alla
produzione di sempre nuove sinapsi e alla riorganizzazione del nostro cervello.
Un’attitudine, la plasticità, che con il tempo si attenua ma che in una certa
misura rimane fino alla fine. Non meno interessante il prof. Paolo Pecere dell’Università
di Cassino il quale ha affrontato il tema della coscienza (cioè dell’esperienza
soggettiva) , sottolineando che quello che sembrava un tema inaccessibile secondo una prospettiva naturalistica, sia diventato
ormai oggetto di indagine scientifica
che implica ovviamente una serie di questioni metodologiche ed epistemologiche. Un excursus
storico, a partire da Cartesio, passando per Gall, per finire con la ricerca
attuale.
Di estrema attualità e collegata alla vita quotidiana la
relazione, relativa alla Neuroeconomia, della prof Balconi, docente della
Cattolica –Milano, di Scienze cognitive e Neuropsicologia. La
Neuroeconomia è una disciplina che si occupa di come il cervello guidi le
nostre scelte economiche. E’ un ambito che include aspetti diversi come le scelte
finanziarie (come investiamo) ma anche il neuro marketing ovvero come capire
meglio il mercato. Le emozioni hanno un ruolo fondamentale nelle nostre scelte
economiche ma lo hanno anche fattori percettivi (impliciti ed espliciti),
valori della cultura di appartenenza, ma
soprattutto i meccanismi di rewording (ricompensa), tutti elementi che possono
spiegare i diversi profili degli investitori: quelli che rischiano di più e
quelli prudenti. Alcune persone hanno
bisogno di un rewarding immediato (riscontrabile tra l’altro in soggetti che
hanno subito una lesione nelle aeree frontali) e questo può spiegare il
comportamento del giocatore d’azzardo. Un ambito, quello della neuro economy,
iniziato da Kanheman e che conta ormai molti ricercatori e che ha ormai un suo
status scientifico e disciplinare.Il prof. lavazza si è invece trattenuto sul
potenziamento cognitivo: la possibilità di aumentare alcune nostre prestazioni
(usando alcuni psicofarmaci mirati, la stimolazione cerebrale, ecc.) Si tratta
di neuro potenziatori che agiscono sulla
memoria a breve termine e sulla capacità di concentrazione ma possono
implementare le capacità creative e la
coordinazione motoria (è stata usata dai
saltatori dal trampolino). Si tratta di una sorta di doping mentale che
pone non pochi problemi da un punto di vista etico. Ma a noi basta anche
solo la semplice domanda”E’ meglio scrivere un tomanzo in sei mesi con l’aiuto
di uno psicofarmaco o scriverlo, studiando molto, in cinque anni?”
Infina ha affascinato i partecipanti Matteo Cerri
ricercatore nel campo dell’inbernazione e consulente dell’Agenzia Spaziale
Europea (ESA) . Ci si potrebbe chiedere”Che c’entra l’ibernazione con la
ricerca spaziale? “ C’entra perché oltre
a poter essere utilizzata in ambito clinico per gli ictus e gli stroke (la
storia della medicina racconta che che le basse temperature permisero ai
soldati di Napoleane di salvarsi al contrario degli ufficiali ricoverati sotto
le tende riscaldate ma esiste altra aneddotica in questo senso) potrebbe essere
utilizzata nella spedizione su Marte di cui tanto si parla. Uno dei costi
maggiori della spedizione è la preparazione degli alimenti. Un solo Kg di cibo
ha un costo di 60000 euro. E’ immaginabile il costo totale per l’intero
equipaggio se si pensa che ci vogliono9 mesi per andare e altrettanti per
tornare e che il ritorno non è immediato perché bisogna calcolare determinate
condizioni di vicinanza tra Marte e la Terra. Ma si provvede a scorte
alimentari per altri tre anni. (Si veda a tal proposito l’ultimo film a proposito della spedizione su Marte,
interpretato Da Matt Damon). Inoltre
durante la spedizione, dopo qualche tempo, due uomini dell’equipaggio
sviluppano una crisi psicotica con conseguenze ben immaginabili per la vita del
resto dell’equipaggio e per la missione. Ibernare due membri
dell’equipaggio risolverebbe qualche
problema! Il pubblico ha seguito con attenzione inte3rvendo costantemente nel
dibattito che seguiva ogni relazione. LOdevolissima la presenza di un nutrito
gruppo di ragazzi del liceo Linguistico, i quali hanno preferito la Neuroetica
ad un evento mediatico che si svolgeva
nella loro scuola. Apprezzabili e destati da un autentico interesse i loro
interventi. Quando li si sa motivare( bravo ilprof Folcarelli!) i ragazzi
rispondono e con entusiasmo” Un convegno da cui nessuno è andato via senza aver
imparato qualcosa!
Il convegno è stato sponsorizzato dalla San Paolo Invest,
dallìAzienda Ferone, dall’Azienda MarmiZola
Lo strano caso del polipo intelligente
In Nuova Zelanda i responsabili del National Aquarium si sono resi conto della scomparsa di un polpo che ha approfittato del coperchio mal posizionato. Sembrerebbe che il polpo si sarebbe arrampicato su per la vasca uscendo dal coperchio rimasto socchiuso, sarebbe poi scivolato lungo la porta di vetro fino a raggiungere il pavimento. Di lì avrebbe imboccato un tubo di scarico lungo 50 metri per raggiungere il mare e... la libertà. Non c'è da meravigliarsi se si considera che l'octopus vulgaris ha capacità mnemoniche e di attenzione molto sviluppate che gli consentono comportamenti flessibili: è capace di utilizzare oggetti per procurarsi cibo, per nascondersi e per giocare, sa trovare la strategia giusta per muoversi in un labirinto artificiale ed apprendere per imitazione. Il suo cervello è dotato di 300 milioni di neuroni i 2/3 dei quali sono distribuiti sui tentacoli.
Neurobiologia: la molecola che è alla base di tutte le dipendenze
L'aumento del rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore cerebrale, provocato dall'assunzione di sostanze stupefacenti viene collegato all'esperienza soggettiva di piacere e alle circostanze ambientali in cui la sostanza viene assunta. Qualsiasi esperienza noi facciamo il cervello apprende e tende a ripeterla se si verificano le medesime situazioni in cui essa si è verificata. Situazioni associate all'assunzione della droga possono stimolare, perciò, un rapido rilascio di dopamina e far aumentare, rapidamente, il desiderio della sostanza. In corrispondenza del comportamento di ricerca della sostanza e del vissuto soggettivo si sono formate connessioni sinaptiche che possono





