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Neurophilosophy children: neuroscienze e filosofia insegnata ai ragazzi dai 10 ai 13 anni. Un orientamento ed una formula creata da Maria Felice Pacitto

Si è svolto a Cassino il primo seminario di neuroscienze e filosofia rivolto a ragazzi dai 10 ai 13 anni, supportato dalla proiezione di Inside Out.
Si tratta non di un semplice cartoon (non a caso il consulente scientifico è Paul Ekman, lo studioso delle emozioni di base, universali e non apprese) ma di un film che cerca di spiegare il funzionamento della mente e che necessita soprattutto per i minori di una adeguata spiegazione. Il merito degli sceneggiatori è stato quello di aver saputo tradurre in una forma narrativa accattivante contenuti scientifici complessi. La dott.ssa Pacitto si è soffermata appunto, prima delle proiezione, su una preliminare spiegazione di anatomia e fisiologia cerebrale e sui meccanismi psichici correlati.   Il film è stato commentato passo passo dalla dott.ssa Pacitto la quale si è soffermata, anche, sulla funzione sociale, cooperativa e morale delle emozioni. La dott.ssa Ricciuti (psicoanalista infantile) ha colto invece gli aspetti del film relativi alla psicologia dell’età evolutiva, soffermandosi sulla fase della preadolescenza e sulla tempesta psico- emotiva che i ragazzi di questa età devono affrontare. Un evento, dunque, che è stato un ‘occasione di educazione alle emozioni e alla affettività, seguito con interesse e partecipazione dagli allievi.


NEUROSCIENZE.Il caso Henry Molaison

Il caso Henry Molaison
Nel 1953 all’età di 27 anni Henry Molaison, sofferente di una grave forma di epilessia (poteva avere fino ad 11 attacchi in un giorno), fu sottoposto ad un intervento devastante . Divenne il caso più studiato in tutta la storia della medicina. Escoville,  un giovane medico  spregiudicato, individuò l’origine dei suoi attacchi nel lobo temporale mediale e procedette alla ablazione di tre quarti dell’ippocampo, del giro paraippocampale e dell’amigdala. All'epoca si sapeva poco della funzione di queste strutture cerebrali. L'ippocampo fu succhiato attraverso una cannula. Henry, dopo l’intervento, non riusciva più a consolidare nuovi ricordi.