Visualizzazione post con etichetta neurobiologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta neurobiologia. Mostra tutti i post

IL talento è innato o costruito?I bambini precoci



Una vecchia questione rieditata dal film Florence, una donna appartenente all’alta società, appassionata della musica e della cultura, che, pur non avendo talento riusci grazie al forte impegno, cantare e ad incidere dischi. Una dimostrazione che in assenza di talento il forte impegno può dar luogo a grandi risultati. Al contrario la presenza di talento se non coltivata e ben sostenuta  dall’ambiente si perde. (Dunque integrazione tra natura e cultura!) E’ ciò che accade a molti bambini precoci i quali hanno poten zialità straordinarie ma che, non riconosciute, non solo si perdono ma diventano problematiche per il bambino stesso. Le potenzialità cognitive hanno bisogno di una base psicoaffettiva per potersi sviluppare. Molti bambini provvisti di un alto QI hanno una vita emotiva carente e questo incide sull’espressione futura delle loro abilità. Qual è l’origine  della precocità non è ancora molto chiaro. Qualche dato ci viene dalla neurobiologia: la durata del sonno di un bambino precoce è superiore a quella osservata nel bambino “normale”, con un maggior numero di cicli, una durata del ciclo più breve ed un ingresso più rapido nella fase del sonno paradosso. La coordinazione oculomotoria è maggiore con una più alta capacità di organizzare le informazioni legate agli stimoli dell’ambiente. La memoria a breve termine potrebbe immagazzinare più informazioni con un tempo  di conservazione più lungo. Rimane difficile spiegare perché il bambino precoce presenti il bisogno “compulsivo” di apprendere. Egli sin dalla più tenera età oltre ad una particolare padronanza del linguaggio, mostra  un’estrema curiosità verso tutto. Molti bambini precoci non capiti e non sostenuti diventano adulti sofferenti, al limite della nevrosi e della depressione.

Neurobiologia: la molecola che è alla base di tutte le dipendenze




















L'aumento del rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore cerebrale, provocato dall'assunzione di sostanze stupefacenti viene collegato all'esperienza soggettiva di piacere e alle circostanze ambientali in cui la sostanza viene assunta. Qualsiasi esperienza noi facciamo il cervello apprende e tende a ripeterla se si verificano le medesime situazioni in cui essa si è verificata. Situazioni  associate all'assunzione della droga possono stimolare, perciò, un rapido rilascio di dopamina e far aumentare,  rapidamente, il desiderio della sostanza. In corrispondenza del comportamento di ricerca della sostanza e del vissuto soggettivo si sono formate connessioni sinaptiche che possono

Neuroscienze e psicoterapia: la psicoterapia più efficace dei farmaci!



Il grande impulso dato alla ricerca nell’ambito delle neuroscienze ha sollecitato anche la ricerca in  psichiatria biologica per identificare i meccanismi di ordine neurobiologico o genetico alla base dei disturbi psichici. Ma nessuno studio neurobiologico dà una spiegazione esaustiva dei vissuti soggettivi psicopatologici che sono fenomeni complessi. Tra l’altro una eccessiva enfatizzazione della ricerca neurobiologica  rischia di far perdere o di mettere in secondo piano il grande patrimonio di conoscenze cliniche sviluppato dalla psicoanalisi soprattutto negli ultimi decenni (ma anche dagli orientamenti integrati, cognitivisti, sistemici, ecc…) e che possono, tra l’altro, offrire temi e spunti di ricerca sia alle neuroscienze che alla psichiatria biologica. Sarebbe invece opportuno arrivare ad una aconflittuale sinergia tra ricerca psicoanalitica e neurobiologica, sempre tenendo presente, però, che ciascuno dei due approcci, pur applicandosi  al medesimo oggetto di studio, ha finalità e metodi diversi. La neurobiologia si applica allo studio dei correlati neurali dei fenomeni psichici, la psicoanalisi allo studio della mente cioè allo studio dei vissuti soggettivi della persona. Inoltre la ricerca neurobiologica è strettamente legata, nella pratica clinica, all’uso degli psicofarmaci, i quali in alcune situazioni sono assolutamente indispensabili . Ma mai come in questo momento gli psicofarmaci sono fortemente messi in discussione (si veda il testo interessantissimo Indagine su una epidemia, diRobert Witaker )