all'uomo geniale si può perdonare tutto?Questa una delle domande che suscita la visione del film "Surviving Picasso"


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Esiste sempre per l’artista una stretta connessione tra vita ed arte in un rapporto di reciproca influenza in cui sarebbe difficile individuare e separare l’una dall’altra. Le vicende biografiche determinano la produzione dell’artista e questa contiene e struttura la vita dell’artista. Il tema del rapporto tra vita ed arte fu affrontato da Sigmund Freud, che può essere considerato l’iniziatore del genere “psicobiografia”e che l’inaugurò con lo studio su Leonardo da Vinci. Ma già il fondatore della psicoanalisi  decretò che la psicoanalisi nulla può dirci in definitiva sulla genesi dell’opera dell’arte, ma, magari, può solo aiutarci a comprendere meglio la personalità dell’artista e il senso della sua opera. Nel caso di Picasso l’opera, l’arte è assolutamente debordante sulla e nella vita. Forse perché fu precocemente “genio”. Si dice che il padre,  modesto pittore insegnante di disegno, vedendo le capacità del figlio, ancora fanciullo, abbandonasse i pennelli. L’artista che avrebbe indotto una torsione radicale (insieme a Braque fu l’iniziatore del cubismo) nella pittura nocecentesca, ebbe una vita tumultuosa ed eccitante, apprezzabile per alcuni versi (si veda l’impegno politico) ma molto discutibile per altri. Terribile fu il suo rapporto con il femminile. Dotato di grande fascino ammaliatore fece “strage” di donne, le quali si lasciarono dominare dall’uomo potente e geniale, rinunciando a se stesse e, in alcuni casi, fino all’autodistruzione. Alcuni tratti della sua personalità, al confine con la psicopatologia, ci sconvolgono e ci fanno porre la domanda: “Il comportamento dell’artista va valutato e giudicato diversamente da quello del comune mortale?”, “ALL’uomo di genio si può perdonare tutto?”, “Che cosa spinge donne intelligenti a subire la prevaricazione del maschio”. Picasso come molti artisti era una personalità narcisista ma distruttivo nei confronti degli altri: era avarissimo e trattava i suoi dipendenti come schiavi.
 C'è da chiedersi che cosa sia  accaduto nella sua infanzia per determinare lo sviluppo della personalità disturbata di Picasso.  Egli fu subito riconosciuto come un genio precoce: il padre gli affidava il compito di rifinire i dettagli dei suoi quadri; a quattordici anni dipinse il quadro famoso "la scienza e la carità", opera complessa e piena di significati e simboli molto al di sopra della sensibilità di un adolescente. Probabilmente fu proprio questa sua genialità precoce, sostenuta dal padre e dalla madre, che risultò essere, per lui, un peso insostenibile e che lo privò di quelle esperienze emotive ed affettive fondamentali che strutturano un Sé sano ed equilibrato. 
  Difficile dare una spiegazione esaustiva dei complessi meccanismi profondi che legano un uomo ed una donna in un rapporto spesso distruttivo per lei. Picasso uomo, la sua arte, il suo rapporto con il femminile saranno i temi affrontati  dal film “Surviving Picasso”. Questo coglie una fase della vita di Picasso, in  particolare il rapporto con Francoise Gilot, l’unica donna che seppe sottrarsi alla sua malìa, dopo una lunga convivenza, e che lo abbandonò lasciandolo nella disperazione.


Violenza nelle relazioni intime e delitto d'impeto: giovedì 24 novembre ore 17 e 30, Centro di Psicologia umanistica e Analisi Fenomenologico-Esistenziale

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CONVERSAZIONI POMERIDIANE*:
 un ciclo di seminari e workshop del Centro di Psicologia Umanistica






                                
                        Giovedì 24 Novembre ore 17 e 30
     “Violenza nelle relazioni intime e delitto d’impeto”
                    
                        Annalisa Castrechini
    Psicologa militare (Ufficiale Psicologa dell’EI-carcere Militare di Santa Maria C.V.), criminologa
                                                                              
                  
  A cura di:  Maria Felice Pacitto,
   Membro della“Società italiana di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze
Qualsiasi persone è diffidata dall’usare sigle o form che appartengono al Centro di Psicologia Umanistica


Sala “Διάλογος”   - Centro di Psicologia Umanistica e Analisi Fenomenologico-esistenzialeCassino: Via Molise 4, int. 1 – tel 0776 25993 - e-mail: mariafelice.pacitto@tin.it;cell.3382481768 .Si accede con prenotazionione: 25 posti

Neuroscienze. "INTELLIGENZE INVISIBILI.Forme non antropomorfe della "cognizione" fuori e dentro di noi.


DIPARTIMENTO DI LETTERE E FILOSOFIA DELL’UNIVERSITÀ DI CASSINO E DEL LAZIO MERIDIONALE

JANE GOODALL INSTITUTE – ITALIA

CENTRO INTERUNIVERSITARIO RES VIVA

ISTITUTO  ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI

ASSOCIAZIONE  ANTISPECISTA “SOTTO LE ALI DEL CORVO”

 

 


 

Corso 2016

 

Cassino 8-10 novembre 2016

 

INTELLIGENZE “INVISIBILI”

Forme non antropomorfe della “cognizione” fuori e dentro di noi

 

CAMPUS FOLCARA, AULA B.02.07

 

Martedì 8 novembre 2016 h. 15.30

Saluti del Rettore: Giovanni Betta

Saluti del Direttore del Dipartimento di Lettere e Filosofia: Edoardo Crisci

Presentazione del corso a cura del Coordinatore della Scuola: Marco Celentano

 

  1. GLI “ALTRI” DENTRO DI NOI: SIMBIOSI, MUTUALISMO, E COMPETIZIONE TRA MICRO E MACRO-ORGANISMI
    Coordina: Gennaro Auletta  (Università di Cassino e del Lazio Meridionale)
    Marco Bazzicalupo (Università di Firenze) La comunicazione come elemento cognitivo del “social network” microbico
    Paolo Bazzicalupo (CNR di Napoli) Il mondo secondo i nematodi: il ruolo delle piccole molecole
    Mercoledì 9 novembre 2016 h. 10.00
  2. IL LINGUAGGIO DEI FIORI E DELLE RADICI: “INTELLIGENZA” E “COMUNICAZIONE” NELLE PIANTE
    Coordina: Marco Celentano (Università di Cassino e del Lazio Meridionale)
    Manuela Giovannetti (Università di Pisa) Struttura e funzioni delle reti fungine alla base delle complesse interazioni ecosistemiche
    Rodolfo Gentili (Università Bicocca di Milano) Socialità e “socializzazione” nel mondo vegetale
    h. 16.00
  3. LABORIOSE “PICCOLE GENTI”: TRASFORMAZIONE DEI MATERIALI E SISTEMI COMUNICATIVI NEL MONDO DEGLI INSETTI 
    Coordina: Catia Canciani (Università di Cassino e del Lazio Meridionale)
    Mirella Delfini (saggista e giornalista) Brevetti rubati alla natura
    Bruno Massa (Università di Palermo) Sesso, grilli e rock'n roll. La comunicazione acustica negli ortotteri
    Giovedì 10 novembre 2016 h. 10.00
  4. LUOGHI E FORME DEL PENSIERO: QUESTIONI APERTE IN NEUROETOLOGIA E FILOSOFIA DELLA MENTE
    Coordina: Maria Felice Pacitto (Società Italiana di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze)
    Sonia Canterini (Università La Sapienza di Roma) Dall’assolo alla sinfonia. Evoluzione del cervello
    Stefano Gensini (Università La Sapienza di Roma) Il dibattito sulla razionalità animale tra filosofia della mente e ricerca empirica
     
L’iscrizione è gratuita. Per info: http://www.docente.unicas.it/marco_celentano . Per iscrizioni: scuola.etologia2010@libero.it

                PSICOTERAPIA, STUDIO, RICERCA 

                            Programma 2016-2017              

       Psicologia positiva, del benessere e della salute

 

 
                    
    GRUPPO d’INCONTRO
                                 Workshop
         “Di che cosa ho bisogno per vivere serenamente?”
                      Sabato 1-Ottobre
                       Ore 15-18 e 30
(Date dei prossimi gruppi: 5-novembre; 3-dicembre)
Il Gruppo d’Incontro aiuta a
-conoscere se stessi
-sviluppare parti di sé rimaste inespresse
-scoprire il modo in cui ci relazioniamo con gli altri e a sviluppare la nostra capacità di creare rapporti interpersonali
-sperimentare nuove modalità di comportamento
-sciogliere nodi e situazioni problematiche della nostra esistenza
Il Gruppo d’Incontro è utile per chiunque voglia fare cambiamenti nella propria vita e per quanti sono professionalmente impegnati in ambito sanitario ed educativo.

AI PARTECIPANTI VERRA’ RILASCIATO UN ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

*M.Felice Pacitto, psicologae psicoterapeuta, è stata allieva e collaboratrice di Rollo May e Ronald Laing. E’ stata tra i primi a sviluppare, in Italia, il metodo dei Gruppi d’Incontro, di cui ha dato una formulazione teorica e metodologica nel testo “Dal Sentire all’Essere”, Ed. Magi
Per informazioni e per la prenotazione (obbligatoria) telefonare al “Centro di Psicologia Umanistica” via Molise,4-Cassino tel/fax:0776/25993(ore 16-19, mercoledì); cell3382481768; www:humanistic-psyc.it; mariafelicepacitto/blogspot;scuola di counsellingpsicologico.blogspot.com.
 

Neuroetica e filosofia delle neuroscienze:"Scopriremo nel futuro il segreto della coscienza?I progressi delle neuroscienze faranno riscrivere i codici penali?"


Così^ ha risposto alla prima domanda  Chistof Koch, presidente dell'Allen Intitute per le Scienze del cervello di Seattle:
"Sì non è lontano il giorno in cui la scienza perverrà a una comprensione, quantitativa e predittiva, della coscienza umana e del suo posto nell'universo".American Science

Così ha risposto alla seconda domanda Patricia Churcheland, docente di filosofia e neuroscienze all'Università di san Diego-California:"Di frontee a chi ha commesso un reato, non potremo dire: non è colpa sua ma del suo cervello. Anche se si identificasse un "circuito cerebrale" specifico per i pedofili seriali, non potrebbero essere lasciati liberi proprio perché tendenti a reiterare  il reato" American Science


Ci sarà nel futuro una cura dell'Alzheimer?

Reisa Sperling, docente di neurologia alla Harvard Medical School ha risposto alla domandaa posta dall'Ammerican Science:
"Se non una cura capace di sconfiggere completamente la malattia, nei prossimi 10 anni ci sarà un radicale miglioramento delle terapie. E' già un grande successo ritardare di 5 o 10 anni l'insorgere dello stato della malattia"
L'American Science ha posto venti domande ad altrettanti scienziati.


"Useremo tecnologia indossabili per rilevare le nostre emozioni?"
 Rosalind Picard, direttrice dell'affective computer research Group al Mit di Boston ha risposto:
"Nei prossimi dieci anni queste tecnologie forniranno l'equivalente delle previsioni del tempo personalizzate. Per esempio basandosi sul livello di stress-sonno-attività socio-emozionali delle ultime ore, potranno predire 80% di probabilità di un week-end in salute e in allegria"



Re-mission : un videogioco utile ai giovani pazienti malati di cancro.

I video giochi sono altamente dannosi e non solo per i loro contenuti violenti: le ultime generazioni hanno immagazzinato milioni di immagini di violenza sia attraverso la televisione che attraverso i video giochi. Soprattutto questi facilitano l'apprendimento di condotte aggressive attraverso la ripetizione di schemi comportamentali aggressivi,  procurano  desensibilizzazione emotiva alla violenza,distorsione nella valutazione dell'aggressività. Infine facilitano la dipendenza.


Esistono, però, games che aiutano i ragazzi e i bambini a far fronte alla loro malattia sia come strategia sia per il benessere che ogni forma di gioco produce. Uno di questi è Re-mission congegnato per aiutare i bambini m alati di cancro. IL piccolo paziente può muovere sullo schermo una macchina miniaturizzata che attacca le cellule cancerogene, riesce a sconfiggere le infezioni, gestisce nausea ed altri effetti collaterali. E' congegnato sullo schema delle fantasie guidate proposte agli adulti sofferenti della madesima malattia.

Dipendenza dallo smartphone. i ragazzi rimangono svegli di notte per controllare i messaggi. Ma solo per i ragazzi è difficile scollegarsi'




Una recente ricerca dell'associazione Quore in collaborazione con Doxakids, condotta su ragazzi di 11 e12 anni, ha rivelato come tranne che nell'orario scolastico, durante il resto della giornata i ragazzi sono seempre connessi. Un'altra ricerca svolta da Telefono azzurro su 600 ragazzi di tutta Italia, ha rivelato come il 17% dei ragazzi non riesce a staccarsi dallo smartphone mentre il 21/% è afflitto da vamping, cioè si sveglia durante la notte per controllare i messaggi. Le ricerche evidenziavano anche come l'uso compulsivo di smartphone e altri supporti nasconde ansia, depressione ed altri disturbi psichici.
 Il cellulare è diventato un’estensione del nostro corpo . E ' facile constatarlo quando lo dimentichiamo a casa e senza di esso ci sentiamo persi. Ma NON SI può non sottolineare come questo tipo di dipendenza sia estremamente pericoloso per i ragazzi e come possa aprire la strada a problemi più gravi con altre dipendenze.
Ma anche gli adulti fanno difficoltà a sconnettersi. In uno studio del 2013  coordinato dal sociologo Francis Jauréguilberry, volto a studiare le strategie utilizzate dalle persone per provare a sottrarsi da una connessine costante  o, quanto meno a cercare di "controllare" la tecnologia. Emergeva che un terzo degli uomini d'affari riescono a concedersi una pausa dal telefonino durante una riunione o una serata con gli amici. Molti soprattutto gli universitari scelgono la connessione permanente e trattano la posta in tempo reale per evitare un accumulo di materiale e di lavoro che porterebbe allo stress. Neanche durante le vacanze ci si sconnette e si continua ad armeggiare su facebook

 

 

Nasciamo altruisti

Come dimostrato dalla ricerca in neuroscienze, psicologia sociale e psicoloia cognitiva, esiste una spontanea tendenza a comportamenti altruistici e prosociali. Ne sono capaci anche alcune specie animali. Studi in etologia e neurobiologia animale ci offrono molti esempi straordinari di comportamenti “buoni” esibiti da animali che segnalano, anche, la presenza di sentimenti che generalmente attribuiamo all’essere umano.  E ' ciò che li rende simili a noi e che ha fatto si che venissero loro estesi diritti etici (Peter Singer)Si tratta però di comportamenti non consapevoli e non riflessivi  come accade invece per l’uomo. Oggi pensiamo che l’evoluzione abbia selezionato meccanismi cerebrali, ereditabili biologicamente, responsabili dei comportamenti prosociali perché utili alla sopravvivenza.  Non avrebbe potuto, infatti, esservi sopravvivenza per l’umanità (ma questo vale anche per alcune comunità animali) senza cooperazione che implica, sempre, anche, cura per l’altro. Ma la naturale tendenza alla pro socialità può essere sviluppata e implementata da una buona educazione o al contrario inibita e bloccata da condizioni ambientali ed educative carenti e svantaggiose.
 
I comportamenti altruistici, come ormai da tempo la ricerca ci avvisa, procurano benessere, il che spiega, in parte  perché i meccanismi biologici in essi coinvolti, siano diventati stabili nel corredo biologico degli umani. Comportamenti prosociali attivano i circuiti neuronali della ricompensa, gli stessi che si attivano con il cibo e la sessualità, due potenti attivatori di dopamina e di sensazioni  o vissuti di benessere. Tali conoscenze sono andate ormai talmente in circolo da sviluppare la "social financy", orientamento per cui aziende o soggetti particolarmente danarosi devolvono una parte dei loro guadagni in opere socialmente utili. 


Sindromi parziali di bulimia e anoressia

Durante l'adolescenza possono manifestarsi sindromi parziali di anoressia e bulimia, sindromi che presentano solo alcuni tratti di questi due disturbi psichici. Non vanno sottovalutate anche se raramente (Patton, G.-British Journal of Psychiatry)  diventano disturbi completi. Tuttavia le ragazze che ne soffrono mostrano sintomi ansioso-depressivi con una frequenza doppia rispetto alle altre ragazze, presentano maggior uso di sostanze stupefacenti ed alcool, inizio precoce dell'attività sessuale.
I segnali allarmanti sono per i comportamenti alimentari restrittivi: l'alterata percezione dell'immagine corporea, tendenze depressive, comportamenti ripetitivi ed ipercontrollanti.
Nelle ragazze con tratti bulimici: frequenza degli episodi di vomito, instabilità dell'umore,iritabilità ed impulsività (Masi, G.Stella Maris, Pisa).
Com'è noto, considerando le caratteristiche di funzionamento del nostro cervello (una volta appreso un determinato comportamento tende a ripeterlo), prima si interviene meglio è!

il perché delle condotte a rischio


Perché gli adolescenti scelgono condotte a rischio pur sapendo quali siano le conseguenze di tali azioni? E non ci sono rimproveri, accomandazioni e argomenti degli adulti, che tengano. Secondo alcuni studiosi (Crone, E.; Dahl, R.) d attivare tali comportamenti nei ragazzi sarebbero i cambiamenti dei livelli degli ormoni gonadici che determinerebbero due effetti combinati: la ricerca dell'eccitazione data da esperienze nuove e forti, cui si somma il piacere dell'ammirazione dei coetanei.

"Gruppo d'Incontro":"Come riprendere nelle mani la nostra vita e vivere più pienamente".




            
                                GRUPPO  d' INCONTRO



"Come riprendere nelle nostre mani la nostra vita e vivere più pienamente"



"WORKSHOP"
Sabato 2 luglio ore 15-19


























Il Gruppo d’Incontro aiuta a
-conoscere se stessi
-sviluppare parti di sé rimaste inespresse
-scoprire il modo in cui ci relazioniamo con gli altri e a sviluppare la nostra capacità di creare rapporti interpersonali
-sperimentare nuove modalità di comportamento
-sciogliere nodi e situazioni problematiche della nostra esistenza
 
Il Gruppo d’Incontro è utile per chiunque voglia fare cambiamenti nella propria vita e per quanti sono professionalmente impegnati in ambito sanitario ed educativo.
(Il percorso proposto deriva dagli approcci psicoterapeutici sviluppati all’interno della psicologia umanistica-esistenziale e dai risultati della ricerca nell’ambito delle neuroscienze e della psicologia cognitiva)

AI PARTECIPANTI VERRA’ RILASCIATO UN ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

*M.Felice Pacitto, psicologae psicoterapeuta, è stata allieva e collaboratrice di Rollo May e Ronald Laing. E’ stata tra i primi a sviluppare, in Italia, il metodo dei Gruppi d’Incontro, di cui ha dato una formulazione teorica e metodologica nel testo “Dal Sentire all’Essere”, Ed. Magi
Per informazioni e per la prenotazione (obbligatoria) telefonare al “Centro di Psicologia Umanistica” via Molise,4-Cassino tel/fax:0776/25993(ore 16-19, mercoledì); cell3382481768; www:humanistic-psyc.it; mariafelicepacitto/blogspot;scuola di counsellingpsicologico.blogspot.com.
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Neurophilosophy children: neuroscienze e filosofia insegnata ai ragazzi dai 10 ai 13 anni. Un orientamento ed una formula creata da Maria Felice Pacitto

Si è svolto a Cassino il primo seminario di neuroscienze e filosofia rivolto a ragazzi dai 10 ai 13 anni, supportato dalla proiezione di Inside Out.
Si tratta non di un semplice cartoon (non a caso il consulente scientifico è Paul Ekman, lo studioso delle emozioni di base, universali e non apprese) ma di un film che cerca di spiegare il funzionamento della mente e che necessita soprattutto per i minori di una adeguata spiegazione. Il merito degli sceneggiatori è stato quello di aver saputo tradurre in una forma narrativa accattivante contenuti scientifici complessi. La dott.ssa Pacitto si è soffermata appunto, prima delle proiezione, su una preliminare spiegazione di anatomia e fisiologia cerebrale e sui meccanismi psichici correlati.   Il film è stato commentato passo passo dalla dott.ssa Pacitto la quale si è soffermata, anche, sulla funzione sociale, cooperativa e morale delle emozioni. La dott.ssa Ricciuti (psicoanalista infantile) ha colto invece gli aspetti del film relativi alla psicologia dell’età evolutiva, soffermandosi sulla fase della preadolescenza e sulla tempesta psico- emotiva che i ragazzi di questa età devono affrontare. Un evento, dunque, che è stato un ‘occasione di educazione alle emozioni e alla affettività, seguito con interesse e partecipazione dagli allievi.

Tra Neuroeconomy (Michela Balconi), ibernazione e spedizione su marte (Matteo Cerri), potenziamento cognitivo (Lavazza) e Alzheimer (Alberto Oliverio): questi i temi del convegno di Neuroetica e filosofia delle neuroscienze tenutosi a Cassino il 16 aprile scorso.


Tra Neuroeconomy, ibernazione e spedizione su Marte, potenziamento cognitivo, coscienza  e Alzheimer.

Grande successo del secondo convegno di neuroetica e filosofia delle neuroscienze,  organizzato a-dall’omonima società Sine,presieduto dalla dottoressa  Maria Felice Pacitto (membro Sine) il convegno che ha visto all’opera ricercatori di pregio in tale ambito, ha portato in provincia tematiche di estrema importanza e risultati più recenti della ricerca scientifica. Ma particolare è stato il taglio “pratico”, cioè collegato alla quotidianità,ch e alcuni relatori hanno  dato al loro intervento.  Il professor Alberto Oliverio, neurobiologo di fama internazionale, ha sviluppato una esaustiva  spiegazione dei meccanismi della memoria, delle sue varie forme  e di come essa sia fondamentale per la nostra identità .In particolare la memoria autobiografica, (forma di memoria esplicita e più tarda a formarsi),è quella che viene ad essere compromessa nell’Alzheimer, malattia degenerativa significativamente diffusa e che è diventata un po’ lo spauracchio di tutti quelli che hanno una piccola defaillance della memoria. Una malattia sulla quale si fanno molte ipotesi ma nessuna accertata. Il professore, che ha arricchito la sua esposizione con dettagli letterari  ( da Proust al romanzo scientifico scritto dal famoso paziente di Lurjia) si è soffermato su una serie di indicazioni utili per chi è a contatto con un paziente o un familiare che ha sviluppato l’Alzheimer.

Spesso questi si scompensa emotivamente perché non è più padrone della sua memoria, non riesce ad esprimersi , non si sente capito e va in ansia. Aiutarlo a ricordare e a mantenere l’identità fornendogli  “pezzi “di ricordi è molto importante. Ma il professore ha voluto anche rassicurare: piccole defaillance di memoria sono fisiologiche e anche necessarie in quanto permettono la formazione di nuove memorie (tipico il dimenticare i cognomi dopo i cinquant’anni, il che non ha alcun significato patologico). Possiamo con la vita attiva e l’allenamento mentale preservare la nostra riserva cognitiva e contare anche sulla p0lasticità cerebrale. Il nostro cervello è plastico:  con il tempo noi perdiamo neuroni ma le esperienze e le opportunità di apprendimento, che la vita ci offre, portano alla produzione di sempre nuove sinapsi e alla riorganizzazione del nostro cervello. Un’attitudine, la plasticità, che con il tempo si attenua ma che in una certa misura rimane fino alla fine. Non meno interessante il prof. Paolo Pecere dell’Università di Cassino il quale ha affrontato il tema della coscienza (cioè dell’esperienza soggettiva) , sottolineando che quello che sembrava un tema inaccessibile  secondo una prospettiva naturalistica, sia diventato ormai oggetto di indagine scientifica  che implica ovviamente una serie di questioni  metodologiche ed epistemologiche. Un excursus storico, a partire da Cartesio, passando per Gall, per finire con la ricerca attuale.



Di estrema attualità e collegata alla vita quotidiana la relazione, relativa alla Neuroeconomia, della prof Balconi, docente della Cattolica –Milano, di Scienze cognitive e Neuropsicologia.   La Neuroeconomia è una disciplina che si occupa di come il cervello guidi le nostre scelte economiche. E’ un ambito che include aspetti diversi come le scelte finanziarie (come investiamo) ma anche il neuro marketing ovvero come capire meglio il mercato. Le emozioni hanno un ruolo fondamentale nelle nostre scelte economiche ma lo hanno anche fattori percettivi (impliciti ed espliciti), valori della cultura di appartenenza,  ma soprattutto i meccanismi di rewording (ricompensa), tutti elementi che possono spiegare i diversi profili degli investitori: quelli che rischiano di più e quelli prudenti.  Alcune persone hanno bisogno di un rewarding immediato (riscontrabile tra l’altro in soggetti che hanno subito una lesione nelle aeree frontali) e questo può spiegare il comportamento del giocatore d’azzardo.  Un ambito, quello della neuro economy, iniziato da Kanheman e che conta ormai molti ricercatori e che ha ormai un suo status scientifico e disciplinare.Il prof. lavazza si è invece trattenuto sul potenziamento cognitivo: la possibilità di aumentare alcune nostre prestazioni (usando alcuni psicofarmaci mirati, la stimolazione cerebrale, ecc.) Si tratta di neuro potenziatori  che agiscono sulla memoria a breve termine e sulla capacità di concentrazione ma possono implementare le capacità creative  e la coordinazione motoria  (è stata usata dai saltatori dal trampolino). Si tratta di una sorta di doping mentale  che  pone non pochi problemi da un punto di vista etico. Ma a noi basta anche solo la semplice domanda”E’ meglio scrivere un tomanzo in sei mesi con l’aiuto di uno psicofarmaco o scriverlo, studiando molto, in cinque anni?”

Infina ha affascinato i partecipanti Matteo Cerri ricercatore nel campo dell’inbernazione e consulente dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) . Ci si potrebbe chiedere”Che c’entra l’ibernazione con la ricerca spaziale? “  C’entra perché oltre a poter essere utilizzata in ambito clinico per gli ictus e gli stroke (la storia della medicina racconta che che le basse temperature permisero ai soldati di Napoleane di salvarsi al contrario degli ufficiali ricoverati sotto le tende riscaldate ma esiste altra aneddotica in questo senso) potrebbe essere utilizzata nella spedizione su Marte di cui tanto si parla. Uno dei costi maggiori della spedizione è la preparazione degli alimenti. Un solo Kg di cibo ha un costo di 60000 euro. E’ immaginabile il costo totale per l’intero equipaggio se si pensa che ci vogliono9 mesi per andare e altrettanti per tornare e che il ritorno non è immediato perché bisogna calcolare determinate condizioni di vicinanza tra Marte e la Terra. Ma si provvede a scorte alimentari per altri tre anni. (Si veda a tal proposito l’ultimo film  a proposito della spedizione su Marte, interpretato Da Matt  Damon). Inoltre durante la spedizione, dopo qualche tempo, due uomini dell’equipaggio sviluppano una crisi psicotica con conseguenze ben immaginabili per la vita del resto dell’equipaggio e per la missione. Ibernare due membri dell’equipaggio  risolverebbe qualche problema! Il pubblico ha seguito con attenzione inte3rvendo costantemente nel dibattito che seguiva ogni relazione. LOdevolissima la presenza di un nutrito gruppo di ragazzi del liceo Linguistico, i quali hanno preferito la Neuroetica ad un evento  mediatico che si svolgeva nella loro scuola. Apprezzabili e destati da un autentico interesse i loro interventi. Quando li si sa motivare( bravo ilprof Folcarelli!) i ragazzi rispondono e con entusiasmo” Un convegno da cui nessuno è andato via senza aver imparato qualcosa!

Il convegno è stato sponsorizzato dalla San Paolo Invest, dallìAzienda Ferone, dall’Azienda MarmiZola

Lo strano caso del polipo intelligente

In Nuova Zelanda i responsabili del National Aquarium si sono resi conto della scomparsa di un polpo che ha approfittato del coperchio mal posizionato. Sembrerebbe che il polpo si sarebbe arrampicato su per la vasca uscendo dal coperchio rimasto socchiuso, sarebbe poi scivolato lungo la porta di vetro fino a raggiungere il pavimento. Di lì avrebbe imboccato un tubo di scarico lungo 50 metri per raggiungere il mare e... la libertà. Non c'è da meravigliarsi se si considera  che l'octopus vulgaris ha capacità mnemoniche e di attenzione molto sviluppate che gli consentono comportamenti flessibili: è capace di utilizzare oggetti per procurarsi cibo, per nascondersi e per giocare, sa trovare la strategia giusta per muoversi in un labirinto artificiale ed apprendere per imitazione. Il suo cervello è dotato di 300 milioni di neuroni i 2/3 dei quali sono distribuiti sui tentacoli.

Neurobiologia: la molecola che è alla base di tutte le dipendenze




















L'aumento del rilascio di dopamina, un neurotrasmettitore cerebrale, provocato dall'assunzione di sostanze stupefacenti viene collegato all'esperienza soggettiva di piacere e alle circostanze ambientali in cui la sostanza viene assunta. Qualsiasi esperienza noi facciamo il cervello apprende e tende a ripeterla se si verificano le medesime situazioni in cui essa si è verificata. Situazioni  associate all'assunzione della droga possono stimolare, perciò, un rapido rilascio di dopamina e far aumentare,  rapidamente, il desiderio della sostanza. In corrispondenza del comportamento di ricerca della sostanza e del vissuto soggettivo si sono formate connessioni sinaptiche che possono

 Il   “CENTRO DI PSICOLOGIA UMANISTICA E ANALISI FENOMENOLOGICO-ESISTENZIALE”

                                                                       (Soggettività e Psicologia del femminile)

                                                                                               Presenta:

                                                                                  
                     Simone Weil:

                            una vita vissuta nella radicalità e nell’autonomia del  pensiero  

                                                             Proiezione del film

                         “La stelle inquiete” In ogni passione avvengono prodigi”

                                                 di Emanuela Piovano

                                                         Martedì 8    Marzo ore 16                               

                                                              Sala San Benedetto

                                                     Banca Popolare del Cassinate(corso della Repubblica)

Intervengono:

Magda di Renzo, psicoanalista, psicoanalista junghiana responsabile del servizio di psicologia e           psicoterapia dell’età evolutiva Dell’Ist. Di Ortofonologia di Roma

Maria Felice Pacitto, psicologa- psicoterapeuta, filosofa della mente responsabile Centro Psicologia Umanistica

 

Nell’ambito del progetto: Soggettività e Psicologia del femminile

 

Per informazioni:Centro Psicologia Umanistica, 0776/25993; cell.3382481768

 

 

 

 

 


Ogni qual volta si verifichi una  innovazione tecnologica si teme che il lavoro degli uomini possa essere sostituito dalle macchine. I progressi degli ultimi decenni hanno mostrato che è possibile immaginare un prossimo futuro in cui le aziende, le fattorie, le fabbriche e le reti di distribuzione, possano essere completamente automatizzati e così rifornire la popolazione di tutto il cibo e prodotti di cui ha bisogno .Molti lavori intellettuali potranno essere automatizzati: dall’assistenza clienti, ai pagamenti, a una parte dell’assistenza ospedaliera. Robot sempre più complessi e sofisticati vengono prodotti, che andranno a sostituire il lavoro degli uomini ma non c’è da preoccuparsi perché il progresso, oltre  a creare nuove forme  di lavoro tende a creare nuovi bisogni. Piuttosto che la forza -lavoro umana non scomparirà nel futuro si basa su un’altra considerazione: sul fatto che noi siamo esseri umani e che abbiamo, fondamentalmente, bisogno di relazione.E’ per questo che piuttosto di comprare e consumare cibi preconfezionati preferiamo andare al ristorante; per lo stesso motivo piuttosto che sfacchinare sulla cyclette in casa preferiamo andare in palestra,  dove non solo muoviamo il corpo e lo alleniamo ma troviamo anche qualcuno con cui parlare e che ci sta ad ascoltare. Per lo stesso motivo preferiamo andare in un piccolo negozio di alimentari dove troviamo la persona che ci serve da una vita e magari ci consiglia sul prodotto che sa che ci piace di più e nel farlo mostra di interessarsi a noi.   Per lo stesso  motivo, i docenti, nonostante tutte le tecnologie,  rimangono insostituibili per il semplice fatto che ne trasmettere contenuti fondamentalmente danno relazione umana e scambiano emozioni ed affettività.