PSICOTERAPIA, STUDIO, RICERCA 

                            Programma 2016-2017              

       Psicologia positiva, del benessere e della salute

 

 
                    
    GRUPPO d’INCONTRO
                                 Workshop
         “Di che cosa ho bisogno per vivere serenamente?”
                      Sabato 1-Ottobre
                       Ore 15-18 e 30
(Date dei prossimi gruppi: 5-novembre; 3-dicembre)
Il Gruppo d’Incontro aiuta a
-conoscere se stessi
-sviluppare parti di sé rimaste inespresse
-scoprire il modo in cui ci relazioniamo con gli altri e a sviluppare la nostra capacità di creare rapporti interpersonali
-sperimentare nuove modalità di comportamento
-sciogliere nodi e situazioni problematiche della nostra esistenza
Il Gruppo d’Incontro è utile per chiunque voglia fare cambiamenti nella propria vita e per quanti sono professionalmente impegnati in ambito sanitario ed educativo.

AI PARTECIPANTI VERRA’ RILASCIATO UN ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

*M.Felice Pacitto, psicologae psicoterapeuta, è stata allieva e collaboratrice di Rollo May e Ronald Laing. E’ stata tra i primi a sviluppare, in Italia, il metodo dei Gruppi d’Incontro, di cui ha dato una formulazione teorica e metodologica nel testo “Dal Sentire all’Essere”, Ed. Magi
Per informazioni e per la prenotazione (obbligatoria) telefonare al “Centro di Psicologia Umanistica” via Molise,4-Cassino tel/fax:0776/25993(ore 16-19, mercoledì); cell3382481768; www:humanistic-psyc.it; mariafelicepacitto/blogspot;scuola di counsellingpsicologico.blogspot.com.
 

Neuroetica e filosofia delle neuroscienze:"Scopriremo nel futuro il segreto della coscienza?I progressi delle neuroscienze faranno riscrivere i codici penali?"


Così^ ha risposto alla prima domanda  Chistof Koch, presidente dell'Allen Intitute per le Scienze del cervello di Seattle:
"Sì non è lontano il giorno in cui la scienza perverrà a una comprensione, quantitativa e predittiva, della coscienza umana e del suo posto nell'universo".American Science

Così ha risposto alla seconda domanda Patricia Churcheland, docente di filosofia e neuroscienze all'Università di san Diego-California:"Di frontee a chi ha commesso un reato, non potremo dire: non è colpa sua ma del suo cervello. Anche se si identificasse un "circuito cerebrale" specifico per i pedofili seriali, non potrebbero essere lasciati liberi proprio perché tendenti a reiterare  il reato" American Science


Ci sarà nel futuro una cura dell'Alzheimer?

Reisa Sperling, docente di neurologia alla Harvard Medical School ha risposto alla domandaa posta dall'Ammerican Science:
"Se non una cura capace di sconfiggere completamente la malattia, nei prossimi 10 anni ci sarà un radicale miglioramento delle terapie. E' già un grande successo ritardare di 5 o 10 anni l'insorgere dello stato della malattia"
L'American Science ha posto venti domande ad altrettanti scienziati.


"Useremo tecnologia indossabili per rilevare le nostre emozioni?"
 Rosalind Picard, direttrice dell'affective computer research Group al Mit di Boston ha risposto:
"Nei prossimi dieci anni queste tecnologie forniranno l'equivalente delle previsioni del tempo personalizzate. Per esempio basandosi sul livello di stress-sonno-attività socio-emozionali delle ultime ore, potranno predire 80% di probabilità di un week-end in salute e in allegria"



Re-mission : un videogioco utile ai giovani pazienti malati di cancro.

I video giochi sono altamente dannosi e non solo per i loro contenuti violenti: le ultime generazioni hanno immagazzinato milioni di immagini di violenza sia attraverso la televisione che attraverso i video giochi. Soprattutto questi facilitano l'apprendimento di condotte aggressive attraverso la ripetizione di schemi comportamentali aggressivi,  procurano  desensibilizzazione emotiva alla violenza,distorsione nella valutazione dell'aggressività. Infine facilitano la dipendenza.


Esistono, però, games che aiutano i ragazzi e i bambini a far fronte alla loro malattia sia come strategia sia per il benessere che ogni forma di gioco produce. Uno di questi è Re-mission congegnato per aiutare i bambini m alati di cancro. IL piccolo paziente può muovere sullo schermo una macchina miniaturizzata che attacca le cellule cancerogene, riesce a sconfiggere le infezioni, gestisce nausea ed altri effetti collaterali. E' congegnato sullo schema delle fantasie guidate proposte agli adulti sofferenti della madesima malattia.

Dipendenza dallo smartphone. i ragazzi rimangono svegli di notte per controllare i messaggi. Ma solo per i ragazzi è difficile scollegarsi'




Una recente ricerca dell'associazione Quore in collaborazione con Doxakids, condotta su ragazzi di 11 e12 anni, ha rivelato come tranne che nell'orario scolastico, durante il resto della giornata i ragazzi sono seempre connessi. Un'altra ricerca svolta da Telefono azzurro su 600 ragazzi di tutta Italia, ha rivelato come il 17% dei ragazzi non riesce a staccarsi dallo smartphone mentre il 21/% è afflitto da vamping, cioè si sveglia durante la notte per controllare i messaggi. Le ricerche evidenziavano anche come l'uso compulsivo di smartphone e altri supporti nasconde ansia, depressione ed altri disturbi psichici.
 Il cellulare è diventato un’estensione del nostro corpo . E ' facile constatarlo quando lo dimentichiamo a casa e senza di esso ci sentiamo persi. Ma NON SI può non sottolineare come questo tipo di dipendenza sia estremamente pericoloso per i ragazzi e come possa aprire la strada a problemi più gravi con altre dipendenze.
Ma anche gli adulti fanno difficoltà a sconnettersi. In uno studio del 2013  coordinato dal sociologo Francis Jauréguilberry, volto a studiare le strategie utilizzate dalle persone per provare a sottrarsi da una connessine costante  o, quanto meno a cercare di "controllare" la tecnologia. Emergeva che un terzo degli uomini d'affari riescono a concedersi una pausa dal telefonino durante una riunione o una serata con gli amici. Molti soprattutto gli universitari scelgono la connessione permanente e trattano la posta in tempo reale per evitare un accumulo di materiale e di lavoro che porterebbe allo stress. Neanche durante le vacanze ci si sconnette e si continua ad armeggiare su facebook

 

 

Nasciamo altruisti

Come dimostrato dalla ricerca in neuroscienze, psicologia sociale e psicoloia cognitiva, esiste una spontanea tendenza a comportamenti altruistici e prosociali. Ne sono capaci anche alcune specie animali. Studi in etologia e neurobiologia animale ci offrono molti esempi straordinari di comportamenti “buoni” esibiti da animali che segnalano, anche, la presenza di sentimenti che generalmente attribuiamo all’essere umano.  E ' ciò che li rende simili a noi e che ha fatto si che venissero loro estesi diritti etici (Peter Singer)Si tratta però di comportamenti non consapevoli e non riflessivi  come accade invece per l’uomo. Oggi pensiamo che l’evoluzione abbia selezionato meccanismi cerebrali, ereditabili biologicamente, responsabili dei comportamenti prosociali perché utili alla sopravvivenza.  Non avrebbe potuto, infatti, esservi sopravvivenza per l’umanità (ma questo vale anche per alcune comunità animali) senza cooperazione che implica, sempre, anche, cura per l’altro. Ma la naturale tendenza alla pro socialità può essere sviluppata e implementata da una buona educazione o al contrario inibita e bloccata da condizioni ambientali ed educative carenti e svantaggiose.
 
I comportamenti altruistici, come ormai da tempo la ricerca ci avvisa, procurano benessere, il che spiega, in parte  perché i meccanismi biologici in essi coinvolti, siano diventati stabili nel corredo biologico degli umani. Comportamenti prosociali attivano i circuiti neuronali della ricompensa, gli stessi che si attivano con il cibo e la sessualità, due potenti attivatori di dopamina e di sensazioni  o vissuti di benessere. Tali conoscenze sono andate ormai talmente in circolo da sviluppare la "social financy", orientamento per cui aziende o soggetti particolarmente danarosi devolvono una parte dei loro guadagni in opere socialmente utili.