Le banlieu, zone
di emarginazione che nacquero con l’intento di alloggiarvi quanti non fossero desiderabili , presentabili
e disturbanti i luccichii di Parigi, sono una fonte di reclutamento per i
jidaisti.. Fin dagli attentati del 1995
al metrò parigino,gli islamisti radicali in Francia sono cresciuti. Si tratta
di generazioni cresciute e scolarizzate in Francia, convertitesi al jidaismo .
Generalmente il loro percorso è stato questo: vita di banlieu, delinquenza,
carcere, conversione alla jihad, viaggio verso un paese del medio oriente in guerra, viaggio che è senza ritorno. È
difficile, quasi impossibile, tornare indietro, perché le loro personalità,
com’è tipico di ogni regime dittatoriale, sono fortemente plasmate e
trasformate durante l’addestramento.Ed è per questo che accettano quello che
per noi rimane incomprensibile cioè di morire. Sanno perfettamente che dalle
loro missioni terroristiche non si torna tra i vivi. Ma quali sono esattamente
le loro caratteristiche di personalità?
Il corso di formazione nasce con lo scopo di formare esperti nella relazione d’aiuto che, attraverso l’acquisizione di uno specifico modello di riferimento teorico-applicativo, basato sui principi della Psicologia Umanistica e di quella Fenomenologico-Esistenziale, siano in grado di agire efficacemente in diversi ambiti di intervento da quello privato, a quello sociale, scolastico, sanitario e aziendale.
Vincere l'ansia e lo stress
VINCERE L’ANSIA E LO STRESS
Workshop
Sabato 21
Novembre ore 15-19
Pomeriggio intensivo di tecniche e pratiche di
autoconsapevolezza corporea, di mindfullness e visualizzazioni creative.
potrai : ●ridurre l’ansia e lo stress
●rinforzare le naturali capacità ad
affrontare il dolore e gli imprevisti della vita
●imparare a gestire le emozioni negative
●aumentare le difese immunitarie
●scoprire le potenzialità per orientare la tua esistenza verso
l’autostima e la crescita personale
●aumentare la capacità di concentrazione
Centro di “Psicologia
Umanistica ed Analisi Fenomenologico-Esistenziale” . Per info e per l’iscrizione: 0776/25993; 338 2481768
Leggere libri ai bambini anche di pochi mesi
Le
ricerche hanno rivelato come i libri letti ai bambini migliorino fortemente il
loro linguaggio, ma sono anche un prerequisito di un successivo buon andamento scolastico. La lettura di storie è utile già nei primi
mesi di vita. I neonati, infatti, sono sensibili alla prosodia cioè alla
Neuroscienze e psicoterapia: la psicoterapia più efficace dei farmaci!
Il grande impulso dato alla ricerca nell’ambito delle
neuroscienze ha sollecitato anche la ricerca in psichiatria biologica per identificare i
meccanismi di ordine neurobiologico o genetico alla base dei disturbi psichici.
Ma nessuno studio neurobiologico dà una spiegazione esaustiva dei vissuti
soggettivi psicopatologici che sono fenomeni complessi. Tra l’altro una
eccessiva enfatizzazione della ricerca neurobiologica rischia di far perdere o di mettere in secondo
piano il grande patrimonio di conoscenze cliniche sviluppato dalla psicoanalisi
soprattutto negli ultimi decenni (ma anche dagli orientamenti integrati,
cognitivisti, sistemici, ecc…) e che possono, tra l’altro, offrire temi e
spunti di ricerca sia alle neuroscienze che alla psichiatria biologica. Sarebbe
invece opportuno arrivare ad una aconflittuale sinergia tra ricerca
psicoanalitica e neurobiologica, sempre tenendo presente, però, che ciascuno
dei due approcci, pur applicandosi al
medesimo oggetto di studio, ha finalità e metodi diversi. La neurobiologia si
applica allo studio dei correlati neurali dei fenomeni psichici, la
psicoanalisi allo studio della mente cioè allo studio dei vissuti soggettivi
della persona. Inoltre la ricerca neurobiologica è strettamente legata, nella
pratica clinica, all’uso degli psicofarmaci, i quali in alcune situazioni sono
assolutamente indispensabili . Ma mai come in questo momento gli psicofarmaci
sono fortemente messi in discussione (si veda il testo interessantissimo Indagine su una epidemia, diRobert Witaker )
Oliver Sacks: il controverso scienziato che ha reso accessibile al pubblico il mondo dei disturbi neurologici e psichici
Oliver Sacks, che ha reso familiare e accessibile al pubblico comune il
mondo complesso dei disturbi neurologici e psichiatrici, fu un neurologo
controverso e per una serie di
motivi:per essersi allontanato dalle modalità di cura consuete, per alcuni
aspetti della sua vita privata, per aver
utilizzato nei suoi libri i materiali clinici dei suoi pazienti,sia pure
in anonimato.. Egli stesso era stato colpito da una serie di incidenti e
problemi neurologici che lo avevano costretto alla condizione di paziente, cosa
che lo aveva reso più empatico ed
attento nei confronti delle sofferenze degli altri in quanto persone. Soffriva
di prosopagnosia (difficoltà a riconoscere i volti) e un tumore all’occhio l’aveva privato della visione binoculare.
Neuroscienze: non possiamo applicarci contemporaneamente a due cose
Neuroscienze: non
possiamo applicarci a due cose contemporaneamente
Negli USA il 21% degli incidenti stradali che nel 2012
ammontavano a 5 milioni e mezzo, sono dovuti a conversazioni intrattenute con
il cellulare tenuto in mano o a viva voce (dati riportati da ILSole 24 Ore del
19 luglio scorso”). Un altro 5% sarebbe dovuto ad invii di messaggi o all’uso
dello smartphone per la consultazione di siti. Sembrerebbe che nell’ultimo anno
ci sia stato un aumento della mortalità.
Rispetto a questo fenomeno esiste nei vari stati una legislazione abbastanza
differenziata che cerca di porvi rimedio. Telefonare mentre si guida è un reato
negli USA e in molti paesi europei. In alcuni di essi si vieta l’uso diretto
del telefonino e si permette il vivavoce. Si sa invece che il vivavoce non è
meno pericoloso del tenere il telefonino in mano. Quali i rimedi?
Neuroscienze: che cos'è la ricerca scientifica per Jean Pierre Changeux
Che cos'è la ricerca scientifica per Jean Pierre Changeux
“Credo che la ricerca proceda seguendo un po’ le regole darwiniane, vale a dire che ci sono tentativi ed errori e che non si può veramente progredire se non attraverso metodi che mettano alla prova le idee… ma non si hanno sempre idee buone, e anche i più grandi scienziati si sono sbagliati. È evidente che bisogna avere tempo e idee giuste (avere solo idee sbagliate non è certo raccomandabile per uno scienziato!) ma bisogna anche riconoscere i propri errori. Talvolta non si fanno grossi errori, ci sono scienziati che hanno avuto sempre progressi, ma occorre anche saper limitare la portata dei propri lavori scientifici, sapere che ci sono sempre dei limiti a un’interpretazione scientifica, che questa non è un dogma teologico perché la scienza non è dogmatica, è una ricerca di verità e quindi è sempre qualcosa da mettere alla prova.







