Re-mission : un videogioco utile ai giovani pazienti malati di cancro.

I video giochi sono altamente dannosi e non solo per i loro contenuti violenti: le ultime generazioni hanno immagazzinato milioni di immagini di violenza sia attraverso la televisione che attraverso i video giochi. Soprattutto questi facilitano l'apprendimento di condotte aggressive attraverso la ripetizione di schemi comportamentali aggressivi,  procurano  desensibilizzazione emotiva alla violenza,distorsione nella valutazione dell'aggressività. Infine facilitano la dipendenza.


Esistono, però, games che aiutano i ragazzi e i bambini a far fronte alla loro malattia sia come strategia sia per il benessere che ogni forma di gioco produce. Uno di questi è Re-mission congegnato per aiutare i bambini m alati di cancro. IL piccolo paziente può muovere sullo schermo una macchina miniaturizzata che attacca le cellule cancerogene, riesce a sconfiggere le infezioni, gestisce nausea ed altri effetti collaterali. E' congegnato sullo schema delle fantasie guidate proposte agli adulti sofferenti della madesima malattia.

Dipendenza dallo smartphone. i ragazzi rimangono svegli di notte per controllare i messaggi. Ma solo per i ragazzi è difficile scollegarsi'




Una recente ricerca dell'associazione Quore in collaborazione con Doxakids, condotta su ragazzi di 11 e12 anni, ha rivelato come tranne che nell'orario scolastico, durante il resto della giornata i ragazzi sono seempre connessi. Un'altra ricerca svolta da Telefono azzurro su 600 ragazzi di tutta Italia, ha rivelato come il 17% dei ragazzi non riesce a staccarsi dallo smartphone mentre il 21/% è afflitto da vamping, cioè si sveglia durante la notte per controllare i messaggi. Le ricerche evidenziavano anche come l'uso compulsivo di smartphone e altri supporti nasconde ansia, depressione ed altri disturbi psichici.
 Il cellulare è diventato un’estensione del nostro corpo . E ' facile constatarlo quando lo dimentichiamo a casa e senza di esso ci sentiamo persi. Ma NON SI può non sottolineare come questo tipo di dipendenza sia estremamente pericoloso per i ragazzi e come possa aprire la strada a problemi più gravi con altre dipendenze.
Ma anche gli adulti fanno difficoltà a sconnettersi. In uno studio del 2013  coordinato dal sociologo Francis Jauréguilberry, volto a studiare le strategie utilizzate dalle persone per provare a sottrarsi da una connessine costante  o, quanto meno a cercare di "controllare" la tecnologia. Emergeva che un terzo degli uomini d'affari riescono a concedersi una pausa dal telefonino durante una riunione o una serata con gli amici. Molti soprattutto gli universitari scelgono la connessione permanente e trattano la posta in tempo reale per evitare un accumulo di materiale e di lavoro che porterebbe allo stress. Neanche durante le vacanze ci si sconnette e si continua ad armeggiare su facebook

 

 

Nasciamo altruisti

Come dimostrato dalla ricerca in neuroscienze, psicologia sociale e psicoloia cognitiva, esiste una spontanea tendenza a comportamenti altruistici e prosociali. Ne sono capaci anche alcune specie animali. Studi in etologia e neurobiologia animale ci offrono molti esempi straordinari di comportamenti “buoni” esibiti da animali che segnalano, anche, la presenza di sentimenti che generalmente attribuiamo all’essere umano.  E ' ciò che li rende simili a noi e che ha fatto si che venissero loro estesi diritti etici (Peter Singer)Si tratta però di comportamenti non consapevoli e non riflessivi  come accade invece per l’uomo. Oggi pensiamo che l’evoluzione abbia selezionato meccanismi cerebrali, ereditabili biologicamente, responsabili dei comportamenti prosociali perché utili alla sopravvivenza.  Non avrebbe potuto, infatti, esservi sopravvivenza per l’umanità (ma questo vale anche per alcune comunità animali) senza cooperazione che implica, sempre, anche, cura per l’altro. Ma la naturale tendenza alla pro socialità può essere sviluppata e implementata da una buona educazione o al contrario inibita e bloccata da condizioni ambientali ed educative carenti e svantaggiose.
 
I comportamenti altruistici, come ormai da tempo la ricerca ci avvisa, procurano benessere, il che spiega, in parte  perché i meccanismi biologici in essi coinvolti, siano diventati stabili nel corredo biologico degli umani. Comportamenti prosociali attivano i circuiti neuronali della ricompensa, gli stessi che si attivano con il cibo e la sessualità, due potenti attivatori di dopamina e di sensazioni  o vissuti di benessere. Tali conoscenze sono andate ormai talmente in circolo da sviluppare la "social financy", orientamento per cui aziende o soggetti particolarmente danarosi devolvono una parte dei loro guadagni in opere socialmente utili. 


Sindromi parziali di bulimia e anoressia

Durante l'adolescenza possono manifestarsi sindromi parziali di anoressia e bulimia, sindromi che presentano solo alcuni tratti di questi due disturbi psichici. Non vanno sottovalutate anche se raramente (Patton, G.-British Journal of Psychiatry)  diventano disturbi completi. Tuttavia le ragazze che ne soffrono mostrano sintomi ansioso-depressivi con una frequenza doppia rispetto alle altre ragazze, presentano maggior uso di sostanze stupefacenti ed alcool, inizio precoce dell'attività sessuale.
I segnali allarmanti sono per i comportamenti alimentari restrittivi: l'alterata percezione dell'immagine corporea, tendenze depressive, comportamenti ripetitivi ed ipercontrollanti.
Nelle ragazze con tratti bulimici: frequenza degli episodi di vomito, instabilità dell'umore,iritabilità ed impulsività (Masi, G.Stella Maris, Pisa).
Com'è noto, considerando le caratteristiche di funzionamento del nostro cervello (una volta appreso un determinato comportamento tende a ripeterlo), prima si interviene meglio è!

il perché delle condotte a rischio


Perché gli adolescenti scelgono condotte a rischio pur sapendo quali siano le conseguenze di tali azioni? E non ci sono rimproveri, accomandazioni e argomenti degli adulti, che tengano. Secondo alcuni studiosi (Crone, E.; Dahl, R.) d attivare tali comportamenti nei ragazzi sarebbero i cambiamenti dei livelli degli ormoni gonadici che determinerebbero due effetti combinati: la ricerca dell'eccitazione data da esperienze nuove e forti, cui si somma il piacere dell'ammirazione dei coetanei.

"Gruppo d'Incontro":"Come riprendere nelle mani la nostra vita e vivere più pienamente".




            
                                GRUPPO  d' INCONTRO



"Come riprendere nelle nostre mani la nostra vita e vivere più pienamente"



"WORKSHOP"
Sabato 2 luglio ore 15-19


























Il Gruppo d’Incontro aiuta a
-conoscere se stessi
-sviluppare parti di sé rimaste inespresse
-scoprire il modo in cui ci relazioniamo con gli altri e a sviluppare la nostra capacità di creare rapporti interpersonali
-sperimentare nuove modalità di comportamento
-sciogliere nodi e situazioni problematiche della nostra esistenza
 
Il Gruppo d’Incontro è utile per chiunque voglia fare cambiamenti nella propria vita e per quanti sono professionalmente impegnati in ambito sanitario ed educativo.
(Il percorso proposto deriva dagli approcci psicoterapeutici sviluppati all’interno della psicologia umanistica-esistenziale e dai risultati della ricerca nell’ambito delle neuroscienze e della psicologia cognitiva)

AI PARTECIPANTI VERRA’ RILASCIATO UN ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE

*M.Felice Pacitto, psicologae psicoterapeuta, è stata allieva e collaboratrice di Rollo May e Ronald Laing. E’ stata tra i primi a sviluppare, in Italia, il metodo dei Gruppi d’Incontro, di cui ha dato una formulazione teorica e metodologica nel testo “Dal Sentire all’Essere”, Ed. Magi
Per informazioni e per la prenotazione (obbligatoria) telefonare al “Centro di Psicologia Umanistica” via Molise,4-Cassino tel/fax:0776/25993(ore 16-19, mercoledì); cell3382481768; www:humanistic-psyc.it; mariafelicepacitto/blogspot;scuola di counsellingpsicologico.blogspot.com.
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Neurophilosophy children: neuroscienze e filosofia insegnata ai ragazzi dai 10 ai 13 anni. Un orientamento ed una formula creata da Maria Felice Pacitto

Si è svolto a Cassino il primo seminario di neuroscienze e filosofia rivolto a ragazzi dai 10 ai 13 anni, supportato dalla proiezione di Inside Out.
Si tratta non di un semplice cartoon (non a caso il consulente scientifico è Paul Ekman, lo studioso delle emozioni di base, universali e non apprese) ma di un film che cerca di spiegare il funzionamento della mente e che necessita soprattutto per i minori di una adeguata spiegazione. Il merito degli sceneggiatori è stato quello di aver saputo tradurre in una forma narrativa accattivante contenuti scientifici complessi. La dott.ssa Pacitto si è soffermata appunto, prima delle proiezione, su una preliminare spiegazione di anatomia e fisiologia cerebrale e sui meccanismi psichici correlati.   Il film è stato commentato passo passo dalla dott.ssa Pacitto la quale si è soffermata, anche, sulla funzione sociale, cooperativa e morale delle emozioni. La dott.ssa Ricciuti (psicoanalista infantile) ha colto invece gli aspetti del film relativi alla psicologia dell’età evolutiva, soffermandosi sulla fase della preadolescenza e sulla tempesta psico- emotiva che i ragazzi di questa età devono affrontare. Un evento, dunque, che è stato un ‘occasione di educazione alle emozioni e alla affettività, seguito con interesse e partecipazione dagli allievi.